Mauro Bubbico. Progetto grafico: relazioni, partecipazione, condivisione, dono

Il racconto del suo progetto grafico. L'elogio alla lentezza, il tempo, l'arte popolare, la cicala nel petto, la sospensione, la stanza dei soprannomi, i luoghi, il manifesto, l'insegnamento.

Vi voglio parlare di queste cose. Sono spesso autoproduzioni. Dove c'è sostanza, significato e forza. Sono lavori di questo tipo. Sono anche docente. Il mio insegnamento è basato su quello che faccio, all'ISIA di Urbino. Cerco di lavorare per la cultura e per l'economia.
Ho creato nel tempo una specie di mio linguaggio, del mondo contadino. Lo odiavo, ma mi hanno identificato per questo. E mi riconosco nella lettura delle tradizioni. Porto i ragazzi a ragionare sulla dimensione del margine, del borgo, del niente e della polvere. Da lì può scaturire molta ispirazione. Trovo molte persone che mi seguono.
Quando ero più giovane iniziavo sempre così: con un elogio alla lentezza.
Con il passare del tempo andando a Pesaro e mettendoci una giornata, ho iniziato ad odiare il tempo perso, ma faccio tesoro di questo procedere lentamente. Quando lavori qua in questi contesti, e vai fuori, lì trovi un certo disappunto. Allora presento l'immagine di Kounellis, che trasforma una galleria in una stalla.
L'arte povera nasce per una specie di rifiuto del piano Marshall, di rifiuto dell'arte pop. Si rifà a delle culture subalterne. Kounellis si riferisce agli animali, inseriti nelle case.

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Il comandante Mark sulla carta degli agrumi. Sottsass invita i grafici a guardare le carte degli agrumi: guardate le carte, raccontano delle storie. Le signore parlano fra loro fuori dal fruttivendolo e commentano le cartine. Questo è il mio riferimento all'arte popolare. Questo tipo di arte appartiene al racconto orale: è riusata, modificata e ritrasmessa. Ognuno può intervenire e cambiarla.

Costantino Nivola. A Manhattan visita una mostra sui tappeti sardi. Al custode di potersi riposare su uno di quei tappeti sardi e sente la nostalgia della sua terra. Va a casa e muore fra le braccia di sua moglie americana. Non devono mai mandare questi valori.
Nivola. Uno sorregge l'altro. Per comunicare in questo posto.
mi sono introdotto in questo stereotipo e ho lavorato per cambiarlo. Ho disegnato tantissime volte un uomo e una donna. Ogni volta li cambio e faccio fare cose differenti.
Con la cicala nel petto: è una mostra nuova. Uno scriba. La grafica è un esercizio zen. Questo personaggio sta seduto ed è un po' sospeso.
Sono in questo luogo di diecimila abitanti, in una dimensione di sospensione. Perché si può essere dei viaggiatori per raccontare il mondo ma si può anche essere degli agricoltori.
La ristanza. È di colui che sceglie di rimanere nel luogo: ho coniato la sospensione. Io sto, ma non ci sto. Io sto, ma non appartengo.
Abbiamo bisogno del committente, non facciamo che per noi stessi. Tuttavia, abbiamo molte idee e spesso le applichiamo lavorando sul concetto di partecipazione e di dono. Lo sviluppiamo nelle comunità e proviamo a farlo funzionare in altri ambiti più retribuiti. Abbiamo organizzato questa cosa del Paese del libro.

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La stanza dei soprannomi. 600 fogli, formato A4. Una sorpresa totale. È come essere al cimitero. Una ricerca divertita. Il nome breve veniva grande. I parenti che chiaman gli altri. C'era la possibilità di lasciare la storia di un soprannome o nuovi soprannomi.

Maurice Sendak insegna a combattere le paure. So mischiare i linguaggi. Ho preso i suoi personaggi.
L'evento non è quello che le persone fanno. L'evento è il manifesto, che continuerà a far parlare nel tempo.
Il manifesto funziona. Tratto il tema della morte. Deve esserci in tutti i racconti. Se manca, non si capisce, non rimane. Le persone si rivedono nel manifesto. L'amore è un tema che i vivi non sanno riconoscere e che si può riconoscere solo nel aldilà.

Che cosa sono i luoghi
Il libro lo abbiamo fatto con degli studi che sono stati qui per tre mesi. Abbiamo vissuto un periodo bellissimo. Si respirava la grafica. Poi è finito tutto.
Matera era stata raccontata da Mario Cresci. Matera segni e immagini. Sono giunto alla conclusione che non è necessario creare nuovi segni, ma spiegare quelli esistenti. Disegno sempre le stesse figure, cambiandole. Se costruisci un bel progetto è lo fai girare, è davvero un crimine lasciarlo ridotto a copertina digitale. È un libro di citazioni di altri libri. È un archivio personale.
Mario Cresci. Un libro bellissimo e inquietante, una bellezza da altri luoghi. Case senza vita. Luoghi da cui scappare. La Matera viva delle feste padronali.
Il libro è diviso in 4 parti. Abbiamo creato dei temi più o meno vaghi e adatti. Sempre due pagine a immagini contrapposte. Per analogia, stampiamo le foto e vediamo se colloquiano. Abbiamo continuato a raccontare la città per fascinazioni.
Le didascalie sono importanti. Sono alla fine, rinviando ad altri testi, secondo una storia infinita ed enciclopedica.

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Handkerchief. La storia di un grafico ungherese che ha operato prima della nascita due Bauhaus. Fa un manifesto: l'uomo rosso. Con un martello in mano. Ercole. Usa come modello il suo compagno. È un manifesto così bello che nel decenni successivi viene guardato dai paesi comunisti e tutto l'immaginario socialista ne è stato influenzato.

C'è il mito degli anni settanta. In questi anni si è fatto tutto. Gli strumenti per prodursi i materiali da se. Questo tipo di stampati oggi sono molto ammirati e vengono visti come cosa da fare. Negli anni passati molti studenti hanno ammirato molto questo tempo, dedicandosi ad una specie di antiquariato.
Notavo che denunciavano un problema. La necessità di sperimentare anche loro. Ma è cambiato il tempo. Lo stampato non si può fare. Ho proposto di farla noi la rivista: una rivista murale che si potesse esporre e mi sono impegnato a fargliela stampare. Tecniche sofisticatissime stampate dai tipografi che si prestavano a fare. Il progetto ha camminato. I ragazzi hanno creato tutto un meccanismo. Sito blog, contatti pagina Facebook. Hanno implementato l'uso della rivista. È stata candidata due volte a premi diversi. Hanno preso un premio da studenti ed un premio della giuria. Per l'importante fosse di questo discorso. Adesso il progetto va avanti. I ragazzi di son visti contattare da collezionisti gay che coltivano interesse per gli stampati gay.

Insegno ai ragazzi a indagare la realtà. Li portò a sperimentare la tipografia in un rapporto di dono. Questo li sconvolge; li inebria il profumo del petrolio.

La morte del manifesto è in una strada. Anche la sagra della porchetta può servire a sviluppare design. Ogni attività culturale ne può sviluppare un'altra che è design grafico.

img_4049Il comandante Mark  sulla carta degli agrumiCostantino NivolaCon la cicala nel pettoIl paese dei libriIl paese dei libriLa stanza dei soprannomiPasolini a MateraIn ascolto di BubbicoI manifestiLa stanza dei soprannomiLa stanza dei soprannomiLa donna più bella di MonteIl paese dei libriPasolini a MateraLa benedizione dei campiLa notte dei cuciboccaHandkerchiefIl tema della morteMatera: segni, immagini, relazioni, verificheMario Cresci, MateraMatera, segni e immaginiAccoppiare le immagini12 locandine di Mauro BubbicoLa morte del manifesto è la stradaIl manifesto e la stradaIl manifesto e la stradaIl manifesto è la strada

 

 

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