Solar Cooking Club

 

Una nuova idea di spazio, in un presente in cui l’organizzazione degli ambienti e la creazione di villaggi effimeri sono argomenti all’ordine del giorno, è il tema di partenza del Progetto City Pop Up in cui Open Design School e Atelier Bow Wow lavorano alla progettazione e realizzazione di micro-oggetti e architetture nomadi che diventano attivatrici di nuove modalità di utilizzo dei luoghi.

In particolare durante il Solar Cooking Club, workshop organizzato da Open Design School il 23 e il 24 Settembre con gli architetti giapponesi Yoshiharu Tsukamoto e Momoyo Kaijima dello studio Atelier Bow Wow si è lavorato all’autocostruzione di un Solar Cooker, un forno che utilizza l’energia solare per riscaldare, cuocere, pastorizzare bevande e alimenti, un metodo di cottura diffuso in tutto il mondo, a basso costo economico e ambientale, che permette di ridurre i costi del carburante, l'inquinamento atmosferico e il rallentamento di deforestazione e desertificazione causato dalla raccolta di legna da ardere per cucinare.

Il tema del cibo è al centro di una più ampia progettualità, con cui si vogliono sperimentare nuovi metodi di cottura e conservazione dei cibi che utilizzano energie pulite, come il sole o il raffrescamento passivo, utilizzando materiali naturali.

La volontà è di sviluppare piccoli progetti in modalità do it yourself e open source, a disposizione di tutti, per ragionare sul cibo, ma anche sulle ricadute sociali che design e architettura possono creare, indagando temi di attualità come le migrazioni stagionali, per sviluppare una serie di progetti utili a chi è nomade, non ha casa, ma deve essere dotato di strumenti che permettano di realizzare da sé oggetti che permettano di vivere una vita migliore.

Il progetto è partito nelle giornate del 23 e del 24 settembre, durante un workshop in cui i partecipanti hanno potuto sperimentare l’utilizzo del Solar Cooker, e ha coinvolto l'Istituto Comprensivo Pascoli Matera, la Scuola Don Milani del Quartiere di Agna, e le comunità di Casa Netural e di Gardentopia.

A margine si è tenuto il 24 settembre alle ore 19 presso gli Ipogei di San Francesco il talk "Creating Better Accessibility to the local resources”, con la partecipazione di Yoshiharu Tsukamoto che ha analizzato e approfondito la filosofia dello studio di architettura giapponese, basato e incentrato sull'Architettura Comportamentale e la facilitazione nell'accesso alle risorse locali.

Lo studio Atelier Bow Wow, fondato a Tokyo nel 1992, rappresenta un’originale realtà nel panorama architettonico contemporaneo avendo l'obiettivo di una ricerca che esplora le caratteristiche urbane della microarchitettura e le sfide poste da densi ambienti urbani, come quello giapponese, con un approccio che si applica a un ampio raggio di situazioni che vanno da piccoli oggetti alla città nel suo complesso.

Movimento Libero

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Materadio VIllage 2019

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