Un'altra città è possibile - L'esperienza di Creática

Parte 2 - L'esperienza di Creática

Come può la tecnologia aiutare a migliorare la città e, al contempo, migliorare la comunità che la abita?

È questo uno dei principi su cui si basa il lavoro di Creática, associazione non governativa che opera nella zona sud di Madrid, una zona con molti problemi sociali, a partire dalla mancanza di un valido percorso formativo per i più giovani fino a quella di posti di lavoro.

La risposta che l’associazione sta tentando di dare per migliorare questa situazione è quella di proporre un programma educativo che, attraverso la tecnologia, aiuti a sviluppare la creatività e, al contempo, particolari abilità come il problem solving e la collaborazione che si potranno rivelare utili nella vita come nel mondo del lavoro.

Da questa idea nasce Tech4Good, una scuola per giovani dai 16 ai 24 anni (essendo la scuola dell’obbligo solo fino a 15 anni) provenienti da situazioni sociali svantaggiate, in cui vengono sviluppati progetti tecnologici innovativi attraverso l’uso della tecnologia open source.

Ma come questo si traduce all’interno della cittá?

Essendo l’obiettivo quello di far sì che la conoscenza appresa torni poi alla società al fine di provocarvi un impatto positivo, si è deciso di utilizzare come pretesto per sperimentare la creazione di prototipi per la città, in modo che, oltre a servire da campo di applicazione per la creatività, questa si ripercuota anche all’interno dello spazio urbano rendendosi visibile, provocando dibattito e la nascita di un urbanismo Open Source che abbia come fine ultimo quello di creare una rete di relazioni di interscambio.

Questo é quanto possiamo trovare, per esempio, nel progetto Communitifi, ideato per risolvere il problema dell’incremento dei prezzi della connessione alla rete. Antenne wifi sono infatti installate per la città. Ne risulta una nuova forma di servizio, in quanto gli utenti risultano proprietari dell’infrastruttura e possono così scambiarsi la connessione.

Un altro esempio lo possiamo trovare nel progetto Tàndem Paris-Madrid sviluppato con gli studi Enorme, Todo Por La Praxis e Pez Estudio. Qui l’importanza, oltre che nella realizzazione del prototipo, sta nel processo di collaborazione e nel fatto di far lavorare i ragazzi a stretto contatto con degli studi di architettura che mostrino un altro modo di pensare, un altro modello che dimostri che un cambiamento è possibile.

Nello specifico, la richiesta degli studi era quella di integrare nelle strutture dei dispositivi di generazione di energia elettrica, nonché devices utili a creare interazione e diffusione di attività culturali. Per assolvere a questo compito è stato inserito un impianto fotovoltaico capace di generare una potenza di 3,5 kW al giorno, progettato per soddisfare diverse esigenze come la ricarica dei cellulari, l'uso di computer portatili, l’illuminazione e la possibilità di supportare proiezioni video per cinema all'aperto, concerti, ecc. Il dispositivo fornisce inoltre informazioni in tempo reale su attività culturali ed eventi in programma nella piazza attraverso una serie di pannelli LED. Interessante sottolineare che, grazie all’inserimento di un “twitter bot”, gli utenti possono interagire con l’installazione con degli hashtag regolando la luce, leggendo la timeline Twitter, postando selfie o controllando quanta energia è rimasta nella batteria.  Questo ultimo elemento, seppur sembri banale, ha un’importanza non trascurabile: l’uso di batterie all’interno dello spazio pubblico non è solo una risposta data ad una necessità, ma anche una forma di istruzione e sensibilizzazione. Mostra infatti che l’energia non è infinita come la pensiamo e che va salvaguardata.

Ritroviamo questo aspetto, seppur in maniera differente, nel progetto di un playground sviluppato assieme al collettivo Basurama e realizzato con materiali di riciclo per il patio del collegio Maestro Rodrigo di Madrid. Qui il tema dell’energia è affrontato sotto forma di gioco grazie all’inserimento di zip lines dotate di carrucole che producono energia tramite l’uso; energia che viene poi riutilizzata nel sistema di irrigazione del giardino della scuola. Anche qui, ancora una volta, troviamo la possibilità di interagire con l’installazione grazie ad una tecnologia wireless che produce musica in uscita da una scultura/gioco realizzata con vecchi copertoni usati.

Un esempio di come la tecnologia possa, oltre che ad essere utile, apportare dei cambiamenti all’interno della città lo possiamo trovare nel progetto Montaña en la luna realizzato in collaborazione con Enorme studio. L’introduzione, tra le altre cose, di postazioni di ricarica del cellulare é risultata elemento importante per comunità di senzatetto, ripercuotendosi inevitabilmente sulla stratificazione urbana del quartiere che ha così acquisito una nuova importanza.

Un esempio ancora più eclatante lo troviamo nel progetto Boombox, nato per una piazza con un grave problema di violenza nel distretto Villaverde di Madrid, essendo luogo di scontro di due bande rivali. L’azione intrapresa é stata quella di introdurre un music device che lavora con Spotify, con il quale gli utenti della piazza possono creare playlist condivise o cercare e mettere musica con il proprio smartphone per sentirla, così, diffusa attraverso degli speaker. Questo ha avuto una forte ripercussione nell'ambito urbano, in quanto l’aumento di persone che frequentano la piazza e la nuova atmosfera che si é creata, l’hanno resa terreno meno adatto agli scontri, con una conseguente diminuzione degli episodi di violenza.

Esistono poi altri esempi, come Waterdrops (un dispositivo per ottimizzare l’irrigazione di un parco per diminuire lo spreco d’acqua), Benchbox (un music device bluetooth in attrezzature urbane), Eolo (dispositivo di produzione di energia attraverso l’applicazione di mini turbine eoliche) o CleanAir (impianto per la diminuzione di CO2 sfruttando micro alghe) che dimostrano che un uso corretto della tecnologia può portare non solo ad un miglioramento della città, ma anche ad una sensibilizzazione che ne migliori i fruitori per farne cittadini più consapevoli. E mi sento di poter dire che sia il passo fondamentale per sperare di poter migliorare la qualità della nostra vita.

 

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