Diario di Bordo - progetti 01

In questo post riportiamo sinteticamente i temi di discussione dell’incontro di venerdì 16/09 durante il qule si sono discusse le ricerche impostate dopo le prime 2 settimane del workshop. La prima settimana di warm-up è stata fondamentale per prendere contatto con le realtà locali, fare sopralluoghi e raccogliere informazioni sulla storia e l evoluzione della città.  Nella seconda i partecipanti hanno iniziato a sviluppare una ricerca personale che gli permettesse di processare  tutti gli input ricevuti per elaborare le strategie ed i processi creativi da sviluppare nella settimana successiva.

Mariella
Progetto: Open Design School

Ha bisogno di chiarimenti sui concetti generali di processi “open”.
Vorrebbe capire come impostare un progetto di creazione di oggetti che colleghi storia e tecniche locali con la produzione digitale e che, inoltre, possa essere commercializzato.

Commenti del gruppo: Le consigliano di lavorare con la memoria provando a collegare l’open design con la sua abilità di dare nuova vita a oggetti esistenti. Da approfondire il concetto delle 3 R: Riuso - Rifunzionalizzazione - Riciclo.

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Rosa
Progetto: Cava del sole

Sta indagando sul tema dell’ “RSVP cycle” (Resources - Scores - Valuaction - Performance) del paesaggista americano Lawrence Halprin e, insieme a Francesco, sta svolgendo indagini conoscitive e raccolte dati su progetti passati per la cava del sole, regolamenti, definizione delle zone di proprietà pubblica e di quelle di proprietà privata nell’area del parco delle cave.

Si chiede in che modo riuscire ad unire le sue ricerche personali al resto del gruppo. Forse il suo ruolo potrebbe essere quello di creare delle mappe interpretative che sintetizzino e comunichino le idee del gruppo attraverso delle mappe.

Commenti del gruppo: dovrebbe far attenzione a concentrare le sue ricerche su campi specifici per evitare il rischio di diventare troppo generica e di dare troppo peso alla ricerca storica. Un campo di ricerca su cui concentrarsi potrebbe essere quello delle connessioni (come collegare le cave alla città, quali sono le attuali difficoltà per raggiungerle?)

Inoltre dovrebbe provare a capire in che modo processare i dati risultanti dalle sue ricerche: diagrammi, disegni, strumenti interattivi...

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Francesco
Progetto: Entrambi

Cava del sole: con Rosa sta effettuando delle ricerche sulle proprietà delle parcelle nella zona delle cave e in che modo migliorare i percorsi pedonali. Inoltre sta studiando i regolamenti per spazi pubblici che ospitano performances e concerti.

Commenti del gruppo: nel frattempo altri possono cercare casi studio in relazione ai diritti di proprietà per esperienze simili.

Open Design School: vorrebbe studiare in che modo si potrebbe autosostenere la scuola dal punto di vista economico e in che modo potrebbe essere garantita la gratuità dei corsi per gli studenti. Inoltre vorrebbe definire delle strategie di uso dello spazio pubblico.

Commenti del gruppo: ci sono due esperienze interessanti che potrebbero servirgli: Teatro Valle a Roma e l’ex-Asilo Filangieri a Napoli.

Alex and Luca
Progetto: Cava del sole

Hanno effettuato delle video interviste in giro per la città. I dati principali che ne sono emersi sono il fatto che quasi nessuno degli intervistati è mai stato in nessuna delle cave. Inoltre Alex nota in città una grande ospitalità dei cittadini che al tempo stesso stride con una certa diffidenza ad aprirsi alle diversità.

Vorrebbero capire come comunicare al meglio alla città quello che stiamo facendo riguardo a questi due progetti.

Stanno indagando sulle relazioni tra i segni degli scavi nelle cave e suoni: come raccontare la storia della cava  senza “raccontare la storia”? Vorrebbero creare un’esperienza interattiva per trovare un modo diverso di creare una connessione tra questo spazio e le persone. Forse anche con uno strumento interattivo aperto a tutti?

Che tipo di software può trasmettere questi segni in suoni? Hanno fatto vari esperimenti con diversi tipi di sofwares.

L’idea è di progettare sistemi ludici e interattivi (analogici e digitali, onsite e online) per consentire di vivere l’esperienza della cava in maniera immersiva e performativa

Commenti del gruppo: Come potete trasformare queste ricerche in uno strumento di design? Guardate altre esperienze già fatte di Soundscape.

Costantino
Progetto: Open Design School

Le sue prime ricerche vertono su varie proposte:

 

    1. Call per creare un collettivo di musicisti dai invitare anche a un suo seminario sull’interaction design con Arduino.

 

    1. Ha iniziato a raccogliere materiali per creare oggetti sonori

 

    1. Sta sperimentando in che modo trasformare i segni delle cave in suoni. Tradurre i segni sul tufo in disegni per creare partiture informali e creare un dispositivo elettronico per trasformare in suoni questi disegni. Esempio

 


Commenti del gruppo: Questo collettivo si occuperà solo di musica elettronica? Potrebbe mischiare musiciti analogici e digitali usando le partiture informali basate sui segni della cava come base per tutto il gruppo. Gli oggetti sonori potrebbero essere collegati all’idea di alex e luca di creare un’esperienza interattiva nella cava. Dovrebbe provare a considerare i segni in 3 dimensioni e non solo 2D (vale lo stesso per alex e luca).

Si potrebbero ricavare dalla cava dati oggettivi di acustica dello spazio della cava da trasmettere agli altri membri del gruppo?

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Aleksandra
Progetto: Cava del Sole

Partendo da uno schema di sviluppo dei Sassi che mostra come nei secoli precedenti la vegetazione era molto più presente ed era parte integrante del sistema di sostentamento degli abitanti della città. Sasso = pietra; Sassi = pietra scavata. La città può essere pensata come una grande roccia scavata.

La chiesa di San Sabino a Bari è costruita con un materiale molto simile ma il tetto di legno introduce un contrasto tra struttura leggera e struttura pesante che è molto interessante. Nei sassi, pensati come una grande roccia, l’elemento di leggerezza è introdotto dalla vegetazione.Vorrebbe mappare gli spazi verdi esistenti e pensare a come aggiungerne altri, tra i sassi, sui tetti… e sviluppare un sistema di orti urbani. Usare il cibo come attrattore per implementare le manifestazioni di vita quotidiana nei sassi e farli vivere maggiormente dai cittadini di Matera.

Per realizzare quest’idea sta pensando a reinterpretare le forma delle volte per creare dei strutture modulari di urban farming.

Commenti del gruppo: connettersi con l’esperienza di Basilicata Fiorita. Mappare anche i giardini selvaggi che sono nati spontaneamente tra le case abbandonate. Inoltre pensare a vari fattori per sviluppare ogni giardino in base a fattori specifici: esposizione, vento, variabili climatiche, mappa solare, apporto idrico, canalizzazione dell’acqua per trovare il miglior spazio per ogni produzione.

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Marilena
Progetto: Cava del sole

Ricerca sui diversi segni delle cave: quali macchine li ha generati? come lavoravano? Ha individuato 3 tipi di segni e vorrebbe trovare qual’era la tecnologia che li ha generati. Vorrebbe produrre uno schema da condividere online e rendere Open.

Commenti del gruppo: ci sono 2 step: elaborazione dei dati e comprensione degli output. In che modo questi dati possono essere utili alla progettazione?

Perchè venivano usate esattamente quelle dimensioni per i tufi? Sono sempre state le stesse o anticamente erano diverse? Forse questo filone di ricerca potrebbe diventare un dipartimento della futura Open Design School che si occupi di tecnologie e tecniche della lavorazione del tufo. Poi si può pensare di hackerare questa tecnologia. Si potrebbe cambiare la dimensione standard del tufo per renderla compatibile con le “open structures” per inserire il tufo in un sistema usato in tutto il mondo?

Parlando di sturtture flessibili da progettare per la futura cava sorge la riflessione che il palco esistente è già una struttura che si può smontare e ridimensionare, spostare altrove… perchè questa struttura flessibile è usata come struttura fissa?

Cristina
Progetto: Open Design School

Partendo dalla considerazinoe che il pavimento della cava è il piano “generatore” dello spazio cava (le pareti sono una derivazione) pensa di riprogettare il piano cava con una matrice generativa dove si possano aggiungere serie diverse per possibili configurazioni.

Quindi si potrebbe pensare che l’ Open design school potrebbe sviluppare i progetti basati sulla stesa matrice per sviluppare tutte le configurazioni necessarie per lo spazio della cava.

Commenti del gruppo: studiare le esperienze di Space Syntax e di Costant e Liopna Friedmann. Per la cava, inoltre, bisogna creare il programma con le funzioni che ci saranno nella cava del sole.

L’idea è molto interessante perchè unisce i due temi di progetto e, inoltre, si pone la questione della sostenibilità economica di entrambi i progetti. Riferimenti: Cellula Automata, Superstudio, libro “points and lines” di Sten Allens.

Ricerca di casi studi chiedendosi: come la modularità è aperta alla flessibilità?

Tommaso Schiuma
Progetto: Entrambi

Propone di organizzare un evento sociale per presentarci alla città: Open Cialledda

La cialledda è un piatto tipico Materano che mescola diversi ingredienti e può essere considerato come un simbolo del nostro gruppo di lavoro. In questo evento potremmo presentare ognuno di noi associato a uno degli ingredienti. Questi ingredienti/presentazioni sarebbero disposti lungo un percorso in modo da permette a ognuno di creare la propria Cialledda con quelli che preferisce.

Inoltre propone una passeggiata a Serra Venerdì Sabato 17/09 per conoscere il primo quartiere nato a Matera dopo lo sfollamento dei Sassi.

Vuole effettuare una ricerca sul materiale tufo: quale sistema sviluppare per creare nuovi blocchi di tufo più leggeri?

Commenti del gruppo: pensare anche a altri aspetti della tecnica di lavoro di questo materiale, come lo scavo. La leggerezza può essere intesa anche come leggerezza della struttura invece che del signolo blocco. Quindi può approfondire le esperienze fatte dall’architetto tedesco Frei Otto (studio dei sistemi biologici per capire come ridurre la quantità di materiale necessario), le catenarie di Antoni Gaudì e gli studi prodotti dall’ ILL (Istitute of Light Structure - Stuttgard).

Fedele Congedo
Progetto: Open Design School

Un’indagine generativa: la mappa mentale di più manifesti sull’Open Design come primo albero di conoscenza aperto. I pionieri, un confronto fra le scuole, per l'emersione di principi, strategie, obiettivi e metodi: Bauhaus, Scuola di Ulm, Global Tools, Barefoot College, IAAC Barcellona, Hooke Park Campus AA, Rural Studio…

La trasformazione di temi, discorsi, incontri e contenuti condivisi, in alberi dai destini incrociati, verso una futura foresta pluviale, per l'emersione, da un comune paesaggio imperfetto, di chiavi per le molte porte dell’Open Design.

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Camilla Brunelli, Valeria Semenzato, Tommaso Cayro
Progetto: Open Design School

I segni della cava, i segni di matera, i segni dell’uomo e equelli della natura.

Rappresentazione grafica e sintesi.  

Raccolta, studio, classificazione dei segni nell’ottica di un progetto sull’identità.

Comunicare l’open design school, e idealmente lo stesso progetto della cava del sole, attraverso un linguaggio capace di partire dalla materia materana, da un gesto antico come quello dei cavamonti, e di diventare linguaggio globale.

Se la scuola è costruzione di strumenti puo’ essere interpretata come la formazione e lo sviluppo di un linguaggio, analogalmente abbiamo deciso di partire da uno studio delle sillabe e della sintassi elementare.

Un’enciclopedia dei segni, dei moduli, delle ripetizioni, dei ritmi, delle composizioni come strumento grafico e pratico, come matrice, di un nuovo modo di fare design.

Presentazione di un proto-prototipo cartaceo che potrebbe diventare opera o introduzione al lavoro collettivo (segno come elemento integrativo della ricerca musicale di Costantino, strutturale del progetto cava, della ricerca sugli orti urbani di Aleksandra, etc)

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Open Design School Workshop: dicono di noi